In un ideale pedalata gita in auto o motorino per il territorio torgianese ci imbatteremo in un innumerevole numero di edicole votive che testimoniano il culto perlopiù alla Madonna nel corso dei secoli.
Il percorso
Allora partiamo, per una camminata alla scoperta del nostro territorio, da Piazza Matteotti dove insiste, in un lato della piazza, recentemente restaurata, un edicola dedicata alla Madonna.(1) Essendo l’originale affresco completamente rovinato, Mons. Piccioni Don Giuseppe, fece rifare l’immagine su tavola ad un artista di Deruta. Rovinatasi anche quella, la nostra concittadina Michela Cinti Ferlicca ha ridipinto la tavola attuale con tempera acrilica. Rappresenta la Madonna del basilico, cioè la Madonna assunta in cielo- E’ tradizione infatti a Torgiano, distribuire il basilico benedetto il giorno di Ferragosto, usanza mutuata dalla
vicina chiesa perugina di Monteluce. Lo stile dell’edicola la colloca ai primi dell’800 che coinciderebbe con la sistemazione della precedente piazza avvenuta in quegli anni.
Proseguendo per via Mazzini, dopo pochi metri, incontriamo l’edicola del Crocefisso con una bellissima ceramica derutese, rimessa nell’ edicola attuale di recente, opera di Alpinolo Magnini colui che, all’inizio del passato secolo, insieme a Ubaldo Grazia, rilanciò l’arte ceramica nel mondo. L’edicola , è oggetto di particolare devozione dagli abitanti del posto che la accudiscono con singolare amore.
Scendiamo per via Mazzini e andando verso Brufa al bivio fra la strada per Bastia Umbra e quella che sale c’è un altra edicola dedicata al Crocefisso conosciuta come “Crocefissino”. L’originale, con l’immagine del Crocefisso a mattonelle di Deruta, stessa epoca e mano di quella in paese, è stata rubata e sostituita con quella attuale. L’architettura dell’ edicola la fanno risalire all’inizio del ‘900. Anche questa è molto amata dalla gente del posto che la curano con affetto.
Salendo verso Brufa, appena dopo la prima impegnativa rampa e dopo la bellissima scultura “Le Torri” di Liberatore c’è una caratteristica edicola, ricoperta da rampicanti, molto curata dalla vicina famiglia Rossi. L’immagine della Madonna con Bambino, in ceramica del ‘600 è stata una delle prime ad essere rubata. L’edicola dalle dimensioni e dalla collocazione si ritiene sia molto vecchia. La vicina casa infatti, è stata costruita demolendo una casa colonica che aveva una architrave in pietra con incisa una data del XV secolo. In origine c’era una ospizio per i viandanti tantè che il vocabolo anticamente si chiamava “ospizio dei frati”
Dopo pochi chilometri si arriva nell’amena Brufa. Per scendere verso Ponte San Giovanni si passa davanti alla chiesa e al campanile. Sullo quest’ultimo, ad una altezza considerevole , forse per prevenire eventuali furti, c’è la statua di Sant’Ermete in cotto. E’ una copia di quello in legno, molto antico e molto ben fatto, di dimensioni piccole da renderlo appetibile per il mercato antiquario clandestino, rubato recentemente.
Proseguendo verso Ponte San Giovanni, poco fuori del paese, imboccando la seconda strada a destra dopo
l’imponente scultura “Arc in ciel” di Carlo Lorenzetti, attraverso un paesaggio meraviglioso con una natura
incontaminata e panorami mozzafiato sulla valle verso Assisi e Brufa, si arriva ad un edicola dedicata alla
Madonna, (scaricata da un camion e restaurata da un artigiano muratore di Torgiano. E’ molto curata
segno di una devozione diffusa e sentita.
Proseguendo verso Colle Strada si incontra ad un bivio un’altra edicola anche questa dedicata alla Madonna
con sempre i fiori freschi.
Arrivati a Colle Strada si prosegue verso Ferriera. Superata la località, alla fine della zona artigianale, c’è una vecchia edicola dedicata alla Madonna. La bella ceramica seicentesca è stata la prima ad essere rubata. È stata sostituita e adesso hanno messo un cancelletto in difesa, come del resto alle due precedenti ma, come si dice, “Hanno chiuso la stalla quando i buoi sono usciti”. Chi poteva immaginare questi furti sacrilegi e immorali!
Andiamo avanti e arriviamo all’ingresso della tenuta la Palla dove è stata edificata un edicola dedicata a San Giorgio edificata dalla Famiglia Lungarotti, con una mattonella della bottega di “Sosò’” Arturo Paci, in onore del Santo che da il nome ad uno dei vini più prestigiosi dell’omonima Cantina.
Superiamo il successivo semaforo e andiamo verso Signoria di Rosciano. Incontriamo due edicole. La prima all’inizio di via dell’ acquedotto, semi interrata per realizzare la vicina lottizzazione. Anche qui, la prima immagine in maiolica è stata rubata. Sostituita da una statuetta della Madonna di poco valore, è stata rubata anche questa. Quella attuale è stata murata.
Andando avanti c’è quella che per me è l’edicola più bella per la sua architettura. Inutile dire che anche qui, la maiolica originale raffigurante la Madonna con il Bambino è stata rubata. L’allora dirimpettaia famiglia Ercolanoni, Urione per i torgianesi, provvide a sostituirla.
Invertiamo il senso di marcia e prendiamo verso Deruta. Dopo poco in cima alla salita sorge maestosa, la Chiesa del Crocefisso.
Sorta su base, dicono longobarda, ha, tra le altre belle cose, all’altare maggiore un affresco cinquecentesco staccato e rimontato su tela evidentemente proveniente da un edicola. (Per la visita rivolgersi al custode Mario Ferlicca).
Recentemente in cima alla scalette che portano all’abside della monumentale chiesa, è stata edificata un edicola dedicata a Maria Mater Misericordiae in realizzata da Monotti di Deruta
Ora chiudiamo il cerchio tornando verso Torgiano. Appena imboccata via dell’Olivello sorge la Chiesa della
Madonna del Ponte. Sorta attorno ad un edicola che rappresenta la Madonna in trono con Bambino.
Durante il recente restauro degli affreschi più estesi della parrocchia, è emerso il volto della Madonna e del Bambino di chiara origine trecentesca. Nel ‘500 un artista con una buona mano ha ridipinto il corpo della Madonna e del Bambino con ai lati San Bartolomeo e San Giovanni.
Salendo verso il paese imbocchiamo viale Pasquale Tiradossi.(solo per chi è in bici, altrimenti bisogna passare per la via centrale corso Vittorio Emanuele II) Entriamo in paese dalla “porta di sotto”. Subito incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, ora adibita ad auditorium. Dietro il vecchio abside, nel corso della realizzazione del passaggio fra via Principe Umberto (per i torgianesi ‘l pozzo) e la Piazzetta dell’Asl (sarebbe ora di trovargli un nome), è stato rinvenuto un bell’affresco di Madonna in trono con Bambino.
Imboccando la vicina via Garibaldi (per i vecchi torgianesi “’l Napoleone”) dopo poco c’è la chiesa di Santa Maria dove, sopra le porte di ingresso, c’è un interessante affresco restaurato di recente.
A questo punto saliamo verso la Chiesa di san Bartolomeo e ritorniamo da dove siamo partiti: Piazza Matteotti.
